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Parrocchia Mater Dei
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Il tema è di grande risonanza sociale: sofferenza per alcuni, orgoglio per altri, responsabilità per tutti. Diciamo “qualcosa” per rimanere saldi nella verità con alcune autorevoli parole del Magistero della Chiesa.

             E' uno dei temi più delicati, umani, di grande rilevanza sociale. E' un fenomeno controverso nella valutazione scientifica, soprattutto dal punto di vista terapeutico e dell'accompagnamento. E' divenuto un tema quasi esclusivamente politico e ideologico, ove domina una dittatura ideologica e comunicativa che non permette di parlare e di ragionare. Solo spazi di riservatezza permettono un dialogo, e qualche volta l'aiuto, con chi soffre di questo problema. 

              Raccolgo qui qualche minima nota dall'insegnamento della Chiesa che, con la sua dottrina, illumina e conferma ciò che la natura mostra e ciò che la ragione comprende a riguardo dell'uomo.

            L’insegnamento della Chiesa è riassunto nel documento appositamente dedicato al tema dalla Congregazione per la Dottrina della fede, Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali. E' da leggere nel suo insieme.

            Un'osservazione preziosa di questo documento, che merita di essere sottolineata, è che occorre fare distinzione tra "persona", "tendenza" e "attività" omosessuale.

N. 3 «Occorre precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l'attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un'opzione moralmente accettabile».

N. 7  L'attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l'omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico.

            Apertamente, il documento avverte e invita a restare saldi nella "verità sulla persona umana" anche di fronte alle pressioni culturali e politiche organizzate, oggi diventate pervasive e prepotenti.

N. 8 Oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Ora questi gruppi sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo. I ministri della Chiesa devono far in modo che le persone omosessuali affidate alle loro cure non siano fuorviate da queste opinioni, così profondamente opposte all'insegnamento della Chiesa.

N. 9  Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione.

             E' tipico dell'atteggiamento della Chiesa "dire la verità", proprio perché cerca il vero bene delle persone, e - nello stesso tempo e per la stessa ragione -  condannare le discriminazioni e ingiustizie verso le persone omosessuali.

N. 10. Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev'essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. Tuttavia, la doverosa reazione alle ingiustizie commesse contro le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'affermazione che la condizione omosessuale non sia disordinata.

              Anche le persone omosessuali al seguito di Gesù e della vita buona: questo è l'annuncio e la pratica pastorale nella Chiesa.

N. 12. Che cosa deve fare dunque una persona omosessuale, che cerca di seguire il Signore? Sostanzialmente, queste persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, unendo ogni sofferenza e difficoltà che possano sperimentare a motivo della loro condizione, al sacrificio della croce del Signore. Le persone omosessuali sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castità. Se si dedicano con assiduità a comprendere la natura della chiamata personale di Dio nei loro confronti, esse saranno in grado di celebrare più fedelmente il sacramento della Penitenza, e di ricevere la grazia del Signore, in esso così generosamente offerta, per potersi convertire più pienamente alla sua sequela.

 

           Un altro riferimento sicuro e riassuntivo sul tema delle persone omosessuali si trova nel Catechismo della Chiesa Cattolica che dedica al tema i numeri 2357-2359.

Innanzitutto il nome: “L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso”. Afferma chiaramente che “appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati” (n.2357).

Anche in questo documento, viene richiamato il superiore e assoluto criterio del rispetto della persona, per cui le persone che presentano tendenze omosessuali profondamente radicate… devono essere accolte con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione” (n.2358), “sono chiamate alla castità” (n.2359).

 

           Un'ultima parola ce la dice Papa Francesco. Sappiamo che Egli presuppone e richiama la dottrina cattolica, ma, nelle sue indicazioni pastorali, tutto fa convergere sull’attenzione alle persone, sempre, comunque. E ciò vale anche per le persone omosessuali.

Nel documento Amoris Laetitia n.250, Papa Francesco ribadisce l’atteggiamento della Chiesa e suo personale: “Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori né per i figli. Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione» e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”.

 

Qualcosa da leggere:

Omosessualità & normalità. Colloquio con Joseph Nicolosi. Studi Cattolici, n. 525, novembre 2004, pp. 830 - 832.

Omosessualità e Magistero della Chiesa. Comprensione e speranza, di Roberto Marchesini, Sugarco Edizioni.

Fede e omosessualità. Assistenza pastorale e accompagnamento spirituale di Danna Valter - Ed. Effatà.

Gender, omosessualità, genitorialità - Domande a uno psicologo cristiano di Rocco Quaglia - Studium.

Oltre l'omosessualità. Ascolto terapeutico e trasformazione di Nicolosi Joseph - San Paolo Edizioni.

Alla scoperta dell'amore. Cristianesimo e omosessualità di John Boswell - Ed. Castelvecchi.

 

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