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Parrocchia Mater Dei
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Nella foto: Centro Don Orione di Via della Camilluccia 112-120, Roma - Monte Mario

Cenni storici dello sviluppo del Centro Don Orione di Via della Camilluccia 112 - 120 - 142 che costituisce il complesso sociale e religioso di gran lunga più importante della zona.

BREVI NOTE STORICHE E DI ATTUALITÀ

DEL “CENTRO DON ORIONE” DI ROMA – MONTE MARIO

 

La storia del “Centro Don Orione” potremmo farla iniziare con una foto del 12 marzo 1915 che ritrae Don Luigi Orione mentre cammina con gli orfani della Colonia Agricola S. Maria del Perpetuo Soccorso (Via Massimi) sul pendio ben coltivato di Monte Mario. A Roma, c’erano già varie sue opere: la Colonia agricola Nunziatella, la chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri in Vaticano, la parrocchia di Ognissanti e l'Istituto San Filippo Neri sulla Via Appia Nuova, l'Istituto Divin Salvatore di Via Sette Sale 22.

Don Orione morì il 12 marzo 1940 e non fu, quindi, protagonista dell’inizio delle attività negli Istituti di Via della Camilluccia. La loro storia iniziò quando, nel 1934, su progetto di Enrico del Debbio, furono costruiti i grandi edifici per sede dell’Accademia dei Giovani Italiani del Littorio (G.I.L.).

Dopo lo sbarco degli Alleati, ad Anzio il 22 gennaio 1944, Roma stava per diventare l’epicentro dello scontro frontale tra le truppe tedesche che occupavano la Città e le truppe alleate che vi stavano arrivando. Quando si temeva il peggio, gli Amici di Don Orione raccolsero 1.100.000 firme di adesione ad un voto cittadino alla Madonna “Salus populi romani” chiedendo la libertà e l’incolumità della città e dei suoi cittadini e promettendo un’opera di culto e una di carità. Alla sera del 4 giugno 1944 Roma fu liberata e senza alcuna violenza. Tutti pensarono al voto e all’intervento della Madonna.

Si trattava ora di adempiere alla promessa: un’opera di culto e una di carità. Il primo impegno realizzato fu quello dell’opera di carità. Infatti, il 16 luglio di quel 1944, il Cardinale Vicario chiese alla Direzione dell’Opera Don Orione di farsi carico del grave problema dei tanti ragazzi che, nelle strade di Roma, erano lasciati a se stessi e pericolosi per gli altri. Furono messi a disposizione gli edifici di Monte Mario rimasti in abbandono. Gli Orionini con grandi sacrifici e intraprendenza avviarono quell’opera benefica dando accoglienza e futuro a tanti ragazzi. Nacque così l’Istituto Don Orione per Orfani (1944) l’Istituto Don Orione per Mutilatini (1949).

Dopo le opere di carità, si pensò di porre anche un segno di devozione alla Madre di Dio, una grande statua. La statua dorata di Maria Salus populi romani, popolarmente chiamata “la Madonnina, alta 9 metri su un piedistallo di 18 metri, fu innalzata il 5 aprile 1953.  Lo scultore Arrigo Minerbi, ebreo, in gratitudine per la salvezza che gli era stata offerta dagli Orionini in Roma negli anni della persecuzione, disse “Datemi del rame e ve la farò io la statua”. Nacque una nobile gara popolare per radunare il rame occorrente per la statua. Arrigo Minerbi, uno dei più grandi scultori della prima metà del Novecento, modellò il volto della Madonna prendendo i tratti dall’immagine di Gesù perché “il primogenito matrizza”, diceva. La statua della Madonnina di Monte Mario è un monumento che oggi caratterizza la skyline di Roma, richiamo alla fede e alla pacificazione fraterna.

Questi furono gli inizi del Centro Don Orione di Monte Mario che, nei suoi 75 anni di vita, conobbe notevoli sviluppi: quasi subito presero avvio le Scuole professionali e, nel 1955, il CIAC (Centro Italiano Addestramento Cinematografico); oggi la formazione professionale continua con la denominazione ENDOFAP-LAZIO Ente Don Orione. I reparti di Fisioterapia-Riabilitazione, avviati nel 1969, hanno avuto sviluppo di ammodernamento e di qualificazione. La Polisportiva Don Orione, costituita nel 1971, oggi è ramificata in vari settori di attività. Il Centro di spiritualità della Madonnina (1988) costituisce un’oasi di riflessione e preghiera.

A partire dagli anni ’80, ci furono profondi mutamenti nelle leggi assistenziali che portarono alla chiusura dell’Istituto per Orfani (1999) e alla ristrutturazione dei servizi dell’Istituto Mutilatini. Al primo, subentrò Casa di accoglienza Giovanni Paolo II (2003) che ospita in particolare i pellegrini con disabilità; al secondo, subentrò il Centro Diurno per disabili, 30 dei quali in regime residenziale; inoltre si è destinata una parte dell’Edificio a Residenza Sanitaria Assistita per 80 anziani.

La Parrocchia “Santa Maria Mater Dei”  fu costituita con Decreto del 1° novembre 1978 per dare un’adeguata cura pastorale alla notevole porzione di popolazione insediata nei nuovi grandi condomini costruiti negli anni ’60 e subito abitati da professionisti e da giovani famiglie, nell’area di Monte Mario compresa tra Via della Camilluccia, Via Trionfale e Via Igea, con l’inclusione di Via dei Giornalisti. La Parrocchia “Santa Maria Mater Dei” ha la chiesa e gli ambienti pastorali nell’edificio di Via della Camilluccia 120.

La Villetta Rossa di Via della Camilluccia 142 è una delle ville più antiche di Monte Mario. Passò alla Congregazione orionina subito dopo la seconda guerra mondiale, assieme ai due grandi edifici destinati ad orfani e mutilatini. Vi si svolsero attività benefiche. Dal 1972 al 1986, ospitò l’Istituto Teologico Don Orione con i chierici studenti della Congregazione. Dal 1986 al 2002 fu la sede della Parrocchia Mater Dei. Per un decennio ha accolto adolescenti con problemi di disagio sociale. Ora, dal 2016, è la sede della comunità e degli uffici della Provincia orionina “Madre della Divina Provvidenza” cui fanno capo tutte le opere d’Italia, Romania, Albania e Ucraina.

Guardando oggi allo sviluppo del “Centro Don Orione” di Roma – Monte Mario, viene proprio da pensare alla “pianta unica, ma con diversi rami, vivificati tutti dall'unica stessa linfa, tutti rivolti al cielo, fiorenti d'amore a Dio e agli uomini”, di cui parlò Don Orione.

Don Flavio Peloso

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