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Parrocchia Mater Dei
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Cos'è l'Indulgenza plenaria? Come si ottiene? Un documento della Santa Sede facilità l'Indugenza plenaria per le Anime del Purgatorio in tempo di pandemia.

COS’È L’INDULGENZA PLENARIA?

L’indulgenza è la totale o parziale remissione, cioè la cancellazione, della pena temporale dovuta per i peccati già confessati e perdonati sacramentalmente.
L'indulgenza è un fatto spirituale che riguarda la relazione con Dio. Per spiegarla, c'è chi ricorre all’esempio del foro sul muro e del chiodo che l’ha procurato. Il chiodo è il peccato che una volta confessato e perdonato attraverso la Confessione “non c’è più”. Resta invece l’effetto del male commesso, il foro, che l’indulgenza per così dire chiude.
 
L'assoluzione sacramentale cancella i peccati, mentre l'indulgenza cancella la pena temporale, da riparare su questa terra (con preghiera, penitenza, carità) oppure in Purgatorio, dove - come dice Dante nella Divina Commedia - le anime vanno a liberarsi della scorza peccaminosa che impedisce di godere della vista di Dio, vanno "a farsi belle" (Purgatorio II, 75 e 123).

La forma più importante di preghiera per i Defunti è l'applicazione della Santa Messa.

 

L’INDULGENZA PLENARIA PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Il Manuale delle Indulgenze (conc. 29, § 1) prevede la possibilità di compiere pie opere per conseguire le Indulgenze plenarie applicabili alle anime del Purgatorio.

Data la situazione di Pandemia, su speciale mandato di Sua Santità Papa Francesco, la Penitenzieria Apostolica ha dato le seguenti disposizioni.

A - l’Indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, è estesa a tutti i singoli giorni di Novembre. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti;

B - l’Indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il “Padre Nostro” e il “Credo”, può essere trasferita anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli.

Gli anziani, i malati e tutti coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa, ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia, onde evitare che numerosi fedeli si affollino nei luoghi sacri, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti, ad esempio le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario Mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita.

Tutti i sacerdoti, provvisti delle opportune facoltà, si offrano con particolare generosità alla celebrazione del sacramento della Penitenza e amministrino la Santa Comunione agli infermi.

Poiché le anime del Purgatorio vengono aiutate dai suffragi dei fedeli e specialmente con il sacrificio dell’Altare a Dio gradito (cfr. Conc. Tr. Sess. XXV, decr. De Purgatorio), tutti i sacerdoti sono vivamente invitati a celebrare tre volte la Santa Messa il giorno della Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Tratto dal documento della Penitenzieria Apostolica del 22 ottobre 2020

 

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