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Parrocchia Mater Dei
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Che significato ha benedire le case durante la Quaresima, in occasione della Pasqua?

Cosa significa benedire?

Già la parola latina da cui deriva dà un’idea chiara: bene-dicere significa dire bene.  La benedizione è sia quella che sale a Dio e sia quella che discende sull’uomo. La prima, è una lode che sale a Dio per benedire Lui: «Popoli, benedite il nostro Dio, fate risuonare la voce della sua lode» (Salmo 66,8). La seconda è una benedizione che discende da Dio sugli uomini e sul creato. La benedizione di Dio non è solo un bene-dicere ma è un bene-facere, è un dono della sua grazia che fa bene, opera il bene.  

 La benedizione delle case e delle famiglie non è un sacramento ma è un sacramentale, cioè è un segno sacro “per mezzo dei quale, con una certa imitazione dei sacramenti, è significata e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali” (Catechismo n.1667). Gesù, nel Vangelo, benedice bambini (cf. Mc 10,16) e alimenti (cf. Mt 14,19) e nella Chiesa si svilupparono riti e formule di benedizione fin dal primo secolo, sia nella Liturgia che fuori di essa. Le benedizioni sono raccolte nel libro delle benedizioni, chiamato Benedizionale. Le formule di benedizione rendono gloria a Dio per i suoi doni e chiedono i suoi favori.

Perché la benedizione delle case in occasione della Pasqua?

È tradizione benedire le famiglie e le case nel tempo pasquale o prima della Pasqua, in Quaresima. Nel libro dell’Esodo si legge che gli ebrei segnarono le loro case con il sangue dell’agnello della celebrazione pasquale (12,1-14). Era come dire: siamo tuoi, Signore, ti apparteniamo, proteggici. Ora, noi cristiani non immoliamo agnelli per Pasqua, ma Cristo Gesù, l’agnello santo, è stato immolato. L’acqua è simbolo pasquale. Con il segno dell’acqua benedetta, segniamo le nostre case per dire al Signore Dio: siamo tuoi, Signore, ti apparteniamo, proteggici.

 La benedizione della famiglia nella casa.

Con la benedizione della casa è Gesù che, attraverso un angelo (= inviato) della sua Chiesa, viene a visitarci e a portarci quei beni spirituali che solo Lui può donare. Gesù, infatti, ha detto così nel Vangelo di Luca: «In qualunque casa entriate, prima dite ‘pace a questa casa’» (Lc 10, 5).

La preghiera di “Benedizione annuale delle famiglie nelle case” è descritta nel Benedizionale e contiene un riassunto del valore di tale benedizione: «Benedetto sei tu, Signore, che nella Pasqua dell’esodo hai preservato incolumi le case del tuo popolo asperse con il sangue dell’agnello. Nella Pasqua della nuova alleanza ci hai donato il Cristo tuo Figlio, crocifisso e risorto, come vero Agnello immolato per noi, per liberarci dal maligno e colmarci del tuo Spirito. Benedici questa famiglia e questa casa, e allieta tutti i suoi membri con l’esperienza viva del tuo amore».

Nel Benedizionale si precisa che “il rito della benedizione delle case riguarda direttamente la famiglia stessa, esso richiede la presenza dei suoi membri” (n.436) e, pertanto, “non si deve fare la benedizione delle case senza la presenza di coloro che vi abitano” (437). I ministri di tale benedizione sono “il parroco e i sacerdoti e i diaconi” (n.438).

Nella Parrocchia Mater Dei.

Nella Parrocchia Mater Dei, per poter giungere a tutte le case durante la Quaresima, porteranno la Benedizione delle famiglie nelle case il Parroco, il Vice-parroco e altri due Confratelli. Sarà lasciato un avviso all’ingresso dei palazzi prima del passaggio del sacerdote. Il sacerdote incaricato avrà un attestato che certifica essere inviato dalla Parrocchia. Il rito è semplice e breve. Ci sarà il tempo per un saluto e per la conoscenza di chi vi abita. Sarà privilegiata la fascia oraria dalle 17 alle 20 di sera. Eventuali offerte saranno destinate per la vita della Parrocchia.

Don Flavio Peloso, parroco

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