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Parrocchia Mater Dei
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Festa del Centro Don Orione, festa del quartiere di Monte Mario e festa della città di Roma.

Il 2 giugno, a Monte Mario, c'è stata la popolare festa della Madonnina, statua di 9 metri di altezza, collocata su un piedistallo alto 18 metri, visibile in tutta Roma. La statua dorata fu qui collocata come compimento di un voto (oltre 1 milione di firme di romani) fatto nel 1944 per chiedere alla Madonna la liberazione di Roma senza spargimento di sangue e senza distruzioni della città.
La Messa è stata presieduta dall’arciv. Ilson de Jesus Montanari, dopo la breve processione dal Centro Don Orione di Via della Camilluccia 112, fino al Piazzale della Madonnina. La Banda Città di Fiano Romano ha abbellito di musica l'evento.

Molta la gente convenuta per la celebrazione nel suggestivo scenario di verde del piazzale della Madonnina.
Mons. Ilson de Jesùs Montanari, segretario della Congregazione per i Vescovi, ha presieduto la Messa concelebrata da una dozzina di sacerdoti, tra i quali mons. Andrea Gema, vescovo emerito di Isernia-Venafro, e il superiore generale degli Orionini, don Tarcisio Vieira. L'Arcivescovo ha ricordato come anche per lui la Madonnina di Monte Mario costituisca una figura cara che egli vede quasi ogni giorno passando sul Lungotevere. "La statua ci invita alla confidenza filiale e ci fa guardare in alto, a Cielo, ci indirizza a Dio".

Al termine della Messa, c'è stato l’atto di affidamento e l’omaggio floreale alla Madonna: una grande corona di fiori è stata collocata sulla torretta, ai piedi della statua Madonna dall'Arcivescovo celebrante.
La fresca brezza della sera, dopo la giornata particolarmente calda, ha favorito la sosta all'aperto della gente che ha potuto gustare qualcosa della cucina casereccia.

La splendente statua di Maria “Salvezza del popolo romano” fa parte della sky line di Roma; dal punto più alto di Monte Mario guarda e benedice la Città.
Il voto popolare, durante la Seconda Guerra mondiale, fu promosso dagli Orionini e incoraggiato da mons. Giovambattista Montini, allora Sostituto della Segreteria di Stato e poi Paolo VI. Amici ed ex allievi di Don Orione si sparsero per tutta la città e raccolsero oltre un milione di firme di adesione al voto.
La liberazione di Roma avvenne alla sera del 4 giugno 1944. Tra lo stupore di tutti, l’esercito tedesco lasciò la capitale incrociandosi con l’esercito alleato che vi entrava, senza alcuna forma di violenza. I documenti storici documentano quanto è avvenuto, ma la modalità con cui avvenne la liberazione, rapida e pacifica, fece pensare alla speciale protezione di Maria.

A compimento del voto, nel 1953, fu posta sul colle di Monte Mario la bella statua della Madonna “Salus Populi Romani”, opera dello scultore ebreo Arrigo Minerbi, protetto e salvato dalla comunità orionina del Quartiere Appio.
“Alla Madonna fu promessa un’opera di culto e un’opera di carità”, precisa il parroco Don Flavio Peloso. “Per questo la Congregazione accettò già durante la guerra di occuparsi di Orfani e Mutilatini nei due grandi edifici di Via della Camilluccia, che prima ospitavano attività per la Gioventù Italiana del Littorio. Appena possibile innalzò la grandiosa statua della Madonna”.

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