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Parrocchia Mater Dei
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Nella foto: La villetta rossa.

La lunga storia della Villa costruita a fine '800, da orfanotrofio battista a casa del fascismo; con la congregazione di Don Orione ha ospitato orfani, donne consacrate, chierici; è stata sede della Parrocchia ed ora della Direzione dell'Opera Don Orione in Italia.

È una delle ville più antiche di Monte Mario. Dopo la sua costruzione, verso la fine del 1800, fu dimora del sig. William Ghembarder, inglese.

Nel 1920 il Comitato direttivo dell’Opera Battista in Italia decise di acquistare questa proprietà a Monte Mario intitolandola fin dal 1923 al Rev. George Boardman Taylor (1832-1907), arrivato in Italia nel 1873, come missionario della Chiesa Battista. Le iniziali del suo nome si trovano ancora sul grande cancello posto all’ingresso della villa in Via della Camilluccia 140.

La villa accolse un piccolo istituto di orfani, dei quali era direttrice la signora Adelaide Fasulo. Giovanni Gautieri diede notizie a don Pierino Stefani, nel 1996, ricordando di essere stato accolto nell’Istituto il 9 maggio 1924; c’erano con lui altri 15 ragazzi. Ricordava anche che il terreno della proprietà si estendeva fino all’osteria chiamata “Nino alla Camilluccia”, tutto coltivato a frutteto, specialmente di mele cotogne.

Nel 1937, la Villa era in Via della Camilluccia 8 e fu espropriata dal regime fascista per essere assegnata all’Opera Nazionale Balilla e l’orfanotrofio fu trasferito in un villino vicino, in Via della Camilluccia 35. La bella villa fu destinata da Mussolini a residenza di Claretta Petacci.

La Villetta rossa passò alla Congregazione orionina subito dopo la seconda guerra mondiale, quando nei due grandi edifici di Monte Mario iniziò le attività per orfani e mutilatini.

La Villetta rossa poi prese il numero civico 12e, con il nome di Domus Rosarii, il 7 ottobre 1960, ospitò il primo nucleo di quattro Ausiliarie di Don Orione, con la responsabile Giuseppina Grillo. Questa fu la prima sede di quello che in seguito divenne l’Istituto Secolare Orionino.

La chiesetta interna, con apertura in Via della Camilluccia 160bis, fu denominata “Cappella Santa Croce”, vi fu posto un grande Crocifisso con un’arcata lignea a protezione, fu dotata di una campana. Il Vicariato la riconobbe come Cappella pubblica e diede l’autorizzazione a conservarvi il Santissimo, il 23 marzo 1967; ad essa accedevano per le celebrazioni le persone delle vie vicine.

A partire dal 1972, la Villetta rossa divenne la residenza dell’Istituto Teologico ed ospitò i chierici studenti dell’Opera Don Orione. Quando fu lasciata libera dall’Istituto Teologico, dal 1986 al 2004 divenne la sede della parrocchia Mater Dei.
Successivamente, fu destinata all’accoglienza di adolescenti con problemi di disagio sociale.
Dal 2016, è sede della Provincia orionina “Madre della Divina Provvidenza”.

La Villetta rossa negli anni '80.

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